Aeronautica e Spazio, settore da 21 miliardi: lo spazio traina crescita e occupazione
Ecco la prima mappatura della filiera
Vale 21,4 miliardi il comparto italiano di Aeronautica e Spazio, con una crescita che negli ultimi anni ha accelerato soprattutto sul fronte space.
È la fotografia che emerge dalla prima mappatura della filiera realizzata da Confindustria insieme al Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio, presentata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Lo studio si basa su dati raccolti direttamente presso le imprese e, per la parte finanziaria, verificati con il supporto di Intesa Sanpaolo. Ne esce un sistema articolato, con numeri solidi ma anche alcune fragilità strutturali.
Spazio più veloce dell’aeronautica
La dinamica è chiara: dal 2021 lo spazio corre più dell’aeronautica. Il fatturato del segmento space cresce del 63% e gli addetti del 51%. L’aeronautica resta in espansione, ma su ritmi più contenuti: +30% il fatturato e +17% l’occupazione.
In totale, il settore conta poco più di 54 mila addetti e destina circa il 5% dei ricavi alla ricerca e sviluppo. Una quota significativa, anche se non ancora ai livelli dei grandi player internazionali.
Una filiera completa, ma fatta di PMI
Uno degli elementi che emergono con più evidenza è la struttura della filiera di Aeronautica e Spazio. L’Italia è tra i pochi Paesi con una catena del valore completa, dai grandi integratori ai fornitori di componenti e servizi.
Il campione analizzato comprende 38 grandi imprese, 220 PMI, 18 start-up, 38 enti di ricerca e 24 università. La presenza delle piccole e medie imprese è dominante: circa l’80% del totale.
È un tratto distintivo del modello italiano: da un lato garantisce specializzazione e flessibilità, dall’altro rende più complesso competere su scala globale, dove contano dimensione e capacità di investimento.
Geografia industriale concentrata
La distribuzione sul territorio è ampia, ma con alcuni poli molto marcati. Campania, Lazio, Lombardia e Piemonte concentrano il 74% degli addetti dell’aeronautica. Nel comparto spaziale il baricentro è ancora più ristretto: Lazio, Lombardia e Piemonte arrivano all’81%.
Un assetto che riflette la presenza di cluster consolidati e di un’infrastruttura che tiene insieme industria, ricerca e università.
Il nodo strategico dello spazio
Per il ministro Adolfo Urso lo spazio è ormai un asse strategico, non solo industriale ma anche politico, legato a competitività e sovranità tecnologica. Un settore che, nelle intenzioni, dovrebbe anche rafforzare la coesione tra territori.
In questo quadro si inserisce la collaborazione con la NASA sul programma Artemis, con possibili ricadute industriali legate allo sviluppo di moduli abitativi e alla futura presenza umana sulla Luna.
Crescita e limiti strutturali
Il quadro complessivo di Aeronautica e Spazio è quindi positivo, ma non privo di criticità. La crescita del segmento space apre nuove opportunità, ma pone anche il tema della scala industriale e della capacità di consolidamento.
È qui che si giocherà la partita nei prossimi anni: trasformare una filiera completa e diffusa in un sistema capace di competere stabilmente con i grandi player internazionali.
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