Gruppo Fs: droni in ambito civile a tutela di sicurezza e crescita

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venerdì 2 aprile 2021

Il supporto dei droni come nuova frontiera volta al miglioramento di servizi commerciali, industriali e al monitoraggio delle infrastrutture critiche, a tutela della sicurezza e della crescita. Se ne è discusso nel convegno L’impiego dei velivoli a pilotaggio remoto in ambito civile, che ha riunito l’Università La Sapienza di Roma, Enac ed Enav e alcune tra le più importanti aziende coinvolte nel processo di sviluppo tecnologico, dei dispositivi a pilotaggio remoto: Leonardo, Terna, Telespazio e Rfi/Gruppo Fs. A moderare l’incontro è stata proprio la presidente di Rfi Anna Masutti, professoressa ordinaria di Diritto della navigazione all'Università di Bologna, mentre per il Gruppo Fs hanno partecipato anche l’amministratrice delegata e il responsabile ricerca e sviluppo Rfi, Vera Fiorani ed Eugenio Fedeli.

Sollevarsi da terra per controllare l’infrastruttura ferroviaria

In apertura del suo intervento Fiorani ha ricordato il ruolo della componente aerea dedicata all’alimentazione elettrica legata alla ferrovia, e di come Rfi abbia avuto modo di sperimentare l’uso dei droni nel monitoraggio per la sicurezza della propria infrastruttura. “Gestiamo circa 16mila chilometri di linee ferroviarie, che sono fortemente ancorate a terra” ha spiegato Fiorani, indicando che RFI ha già sperimentato la possibilità di “innalzarsi” da terra, dove è collocata l’infrastruttura ferroviaria, per raggiungere la parte aerea della stessa (rappresentata dal sistema elettrico) posta a circa 4 metri e mezzo da terra. 

Sull’utilizzo di questa tecnologia in volo nell’ambito ferroviario è intervento anche il manager RFI Eugenio Fedeli, che ha illustrato come le sperimentazioni in tale ambito, iniziate già dal 2013, abbiano dato seguito principalmente al supporto per verifiche e ispezioni periodiche di opere come viadotti, ponti e sottovia presenti lungo le linee, oltre che per attività di security riferite ad asset strategici o aree sensibili dell'infrastruttura.

Sicurezza e manutenzione sulla rete Fs

Tra i benefici c’è quello di poter impiegare i droni in zone impervie o raggiungibili in maniera difficoltosa per motivi di origine naturale o antropica, al fine di poter soddisfare le esigenze in occasione di controlli di tipologia prettamente visiva o per interventi programmati nel processo manutentivo sugli stati conservativi delle strutture e dei loro rivestimenti. A partire dal 2013, RFI ha avviato una prima campagna sperimentale, terminata nel 2016, per l’utilizzo di Aeromobili a Pilotaggio Remoto come ausilio alle ispezioni di ponti e viadotti ferroviari, che ha consentito il controllo di otto opere per un totale di 36 campate, e una seconda sperimentazione, ancora in corso, per verifiche su cento opere distribuite su tutto il territorio nazionale. Le opere oggetto di indagine e i dati che le riguardano vengono debitamente classificati insieme alle eventuali tipologie di anomalie, mentre sono in corso sviluppi del software di gestione e catalogazione automatica dei difetti riscontrati. Grazie ad algoritmi dedicati e a meccanismi di intelligenza artificiale si potrà quindi intervenire ancora più tempestivamente sul tipo di criticità riscontrata.

Nel 2019 Rfi ha concluso con successo un progetto di innovazione, sperimentazione e ricerca in collaborazione con l’Università di Siena sulla realizzazione di un aeroporto mobile completamente automatizzato dedicato a droni, dove poter svolgere operazioni come la ricarica del mezzo o la programmazione degli itinerari destinati ad attività di security da realizzare, ad esempio, su tecnologie dell’Alta Velocità, magazzini materiali, o nell’ambito delle sottostazioni per l’alimentazione delle linee elettriche. Il progetto è stato oggetto di brevetto sia italiano che europeo del Gruppo Fs.

Tag: rfi, infrastrutture

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