Aicai-Luiss: presentato il Libro Bianco dei corrieri aerei internazionali

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venerdì 25 settembre 2020

Oltre 52.000 lavoratori tra indotto e dipendenti diretti, un fatturato superiore ai 3 miliardi di euro, 300 voli settimanali da e per l’Italia, 7.000 veicoli, 133,5 milioni di spedizioni di cui 28,8 milioni in esportazione. Questi i numeri italiani 2019 fotografati dall’Associazione Italiana dei Corrieri Aerei Internazionali (Aicai), di cui sono parte i tre principali player mondiali del settore, DHL, FedEx e UPS.

A distanza di 10 anni dall’ultima pubblicazione, un nuovo Libro Bianco realizzato da Luiss Buisiness School “Il ruolo dei corrieri aerei internazionali: dall’economia dell’emergenza all’emergenza dell’economia” fotografa l’impatto dei soci Aicai sull’economia italiana, impatto di cui si è compresa la reale portata proprio in occasione dell’emergenza Covid.

Durante i mesi del lockdown è stato comunemente riconosciuto come siano stati proprio i network dei tre grandi player di spedizioni ad assicurare la continuità dei rifornimenti ai presidi medici in tutto il mondo oltre a impedire il “fermo macchina” totale all’economia mondiale. Un ruolo che è valso il pubblico riconoscimento di servizio “essenziale” da parte delle Istituzioni.

Adesso gli operatori vedono affacciarsi un’altra “emergenza”, quella di un’economia che tra lo shock-Covid e l’imminente attivazione della Brexit è in continua fibrillazione. Rilancio che nelle valutazioni Aicai può avvenire solo attraverso l’export, l’unico fattore a sostenere l’economia nazionale dopo la crisi del 2008 e key-driver per la crescita del PIL, affiancando le piccole e medie imprese nella ricerca di opportunità internazionali nell’e-commerce B2C e B2B.

Solo il 2,9% delle imprese nazionali esporta e i corrieri aerei si propongono quindi come facilitatori per le imprese, specie per le Pmi che generalmente non dispongono dei mezzi necessari per sostenere i costi connessi all’internazionalizzazione. Il modello di business unico dei corrieri, che collega il mondo, rappresenta un’enorme opportunità che può innescare un circolo virtuoso per l’economia italiana e l’esportazione delle merci ad alto valore aggiunto del Made in Italy se meglio compreso e supportato dalle istituzioni.

Il settore dei corrieri aerei espressi genera il 40% dei ricavi dell’intero segmento cargo aereo. Per le esportazioni verso Paesi extra-Ue, sebbene nel 2016 il traffico cargo aereo abbia movimentato solo lo 0,74% dei volumi esportati, il controvalore economico è stato pari al 25,8% del totale, con una crescita del valore medio trasportato che dal 1999 al 2018 è stata circa 15 volte superiore a tutte le altre modalità di trasporto.

“In un momento in cui non vi sono punti di riferimento – ha commentato il presidente Aicai, Alessandro Lega, in occasione di un incontro di presentazione organizzato presso la sede Luiss a Roma – offriamo la certezza di network proprietari e di flotte capaci di arrivare dovunque e comunque: l’Italia è un Paese di 60 milioni di abitanti, a fronte di 7 miliardi di popolazione globale: e come dimostra lo studio, l’export è l’unica possibilità per le sue piccole, medie e grandi imprese di crescere. I corrieri aerei sono dei facilitatori naturali del business, e le Istituzioni devono agevolare la nostra specificità consentendoci di lavorare con regole semplici, chiare e uniformi in campo aeroportuale, doganale e urbano”.

“L’insieme delle dinamiche analizzate ci ha permesso di identificare le policy necessarie a supportare il settore e più in generale l’export delle Pmi, all’indomani di un’emergenza sanitaria che ha accelerato la trasformazione digitale del Paese – ha spiegato Matteo Caroli, associate dean for Internationalisation Luiss Business School –. Sostenibilità e semplificazione sono le linee guida di questo piano di intervento per il mondo dei corrieri aerei espressi, in termini sia di transizione verso veicoli a minor impatto ambientale, sia di semplificazione normativa, di regole uniformi che facilitino la pianificazione degli investimenti negli hub aeroportuali nazionali e di una regolamentazione più efficiente”.

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