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Home Treno Nuovo San Gottardo, Svizzera chiama Italia

Nuovo San Gottardo, Svizzera chiama Italia

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svizzera2_tunnel_mapUna rivoluzione nella politica di attraversamento delle Alpi. E’ quanto promette di fare, a lavori conclusi, la Nuova ferrovia trasversale alpina (Nfta), promossa dalla Svizzera, che punta a spostare grandi volumi di traffico dalla strada alla rotaia. Con due nuove gallerie, di cui una (al San Gottardo) in comune con l’Italia. Ma il nostro Paese investe abbastanza nell’iniziativa?

Giovedì 19 novembre Max Friedli, direttore dell'Ufficio federale dei trasporto svizzero, sarà a Roma per la due giorni sul cargo ferroviario “MercinTreno”, promossa da Federmobilità presso la sede del Cnel. Sarà l’occasione per fare il punto con i massimi esponenti del settore di parte italiana sul tema, spinoso, della liberalizzazione del mercato ferroviario. E non è un caso se lo stesso Ufficio del trasporto elvetico (l’equivalente di un nostro ministero) figura tra gli enti che patrocinano la manifestazione di Federmobilità. Da parte svizzera il messaggio è chiaro: “noi investiamo in questo progetto, e voi?”

Trasferire il traffico merci transalpino dalla strada alla ferrovia è un proposito che gli Svizzeri hanno preso molto seriamente. Lo hanno addirittura scritto nella Costituzione federale. L’obiettivo è ambizioso: limitare il numero dei transiti di mezzi pesanti a 650.000 all’anno. A questo scopo la Confederazione punta su un pacchetto di misure coordinate attorno a un elemento centrale, costituito dalla «Nuova ferrovia trasversale alpina» (Nfta).

L’idea è avveniristica. Attraversare le Alpi a 550 metri sul livello del mare. Il progetto è al contempo funzionale e razionale: un treno merci potrà viaggiare da Rotterdam fino a Brindisi con una sola locomotiva senza dover affrontare salite. La prima galleria è il tunnel di base del San Gottardo, che con i suoi 57 chilometri sarà il tunnel ferroviario più lungo al mondo, e che, lavori permettendo, dovrebbe essere messa in esercizio nel 2017. La seconda è la galleria di base del Lötschberg, con una lunghezza di 34,6 chilometri, inaugurata nel 2007, dopo circa otto anni di lavori. Ogni giorno essa può essere percorsa da ben 110 treni. Così, il transito attraverso la Svizzera non si fa soltanto pianeggiante, ma si accorcia anche di 40 chilometri.

La Svizzera investe circa 12 miliardi di euro nella Nfta e circa 20 miliardi di euro nel rinnovo dell’infrastruttura ferroviaria nel suo insieme fino al 2030. Le risorse provengono per due terzi da una tassa sui camion, la cosiddetta tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (Ttpcp); Il terzo restante è invece finanziato attraverso l’imposta sugli oli minerali e l’un per mille dell’imposta sul valore aggiunto(Iva). “La Ttpcp”, spiega l’Ufficio del Trasporto, “soddisfa due obiettivi nella politica di trasferimento del traffico: da un lato, essa rende più onerosi i trasporti effettuati con veicoli pesanti in Svizzera allo scopo di far sostenere i costi esterni a chi li causa. Dall’altro lato, la tassa finanzia la nuova infrastruttura ferroviaria”. Gli effetti? Una chiara inversione di tendenza nel trasporto di merci su strada: con l’entrata in vigore della Ttpcp, nel traffico transalpino il numero di camion è diminuito del 10 per cento circa.

E del tunnel del San Gottardo si parlerà certamente anche in un secondo incontro organizzato nell’ambito di MercinTreno, stavolta il 20 novembre. A discutere di “multimodalità: le opportunità e gli strumenti per avvicinare la strada al ferro” sono chiamati infatti, tra gli altri, Renzo Simoni, presidente Direzione AlpTransit San Gottardo Sa, Alessandro Ricci, Presidente Unione Interporti Riunit, Giuseppe Mele, vicedirettore Politiche industriali di Confindustria, ed Enrico Melloni, responsabile Filiera intermodale di Trenitalia Divisione Cargo. Per ulteriori informazioni, visitare il sito di MercinTreno.

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