Intervenuto al convegno “Il ruolo dei porti per lo sviluppo del Paese e dell'Europa” organizzato dall'Ordine degli ingegneri, Gallozzi ha proseguito il suo ragionamento: "il porto continua a perdere quote di mercato, e se il fondale non verrà immediatamente portato ai 15 metri di profondità, continuerà a perderne nel vicino futuro: le navi, la cui stazza è in continuo aumento, non potranno più entrarci. Come Salerno e come Italia”, spiega, “dobbiamo decidere se esserci oppure no nello scenario dell'interscambio e delle attività commerciali marittime. E l'esserci passa anche attraverso la capacità di rilancio delle grandi opere infrastrutturali”.
Una necessità di espansione richiamata anche dal vice presidente di Confitarma, Paolo D'Amico. Fa il punto della situazione il direttore generale dei porti per il Ministero dei Trasporti, Cosimo Caliendo. Gli svantaggi enumerati da Caliendo vanno dalle procedure amministrative complesse, agli scarsi collegamenti interni, alla povera pianificazione strategica in tema di attualità portuali, alle incertezze in tema di finanza pubblica, all'assenza dei dragaggi, ai pochi investimenti.
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