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Home Infrastrutture Autovie venete: a Gorizia nasce la Porta d'Italia

Autovie venete: a Gorizia nasce la Porta d'Italia

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Gorizia-PonteE' un grande arco rosso il simbolo della Porta d'Italia a Gorizia. Un'operazione complessa che ha visto impegnate tre enormi gru, due da 200 tonnellate e una da 500, si è svolta nella notte fra venerdì 7 e sabato 8 ottobre, sulla rotonda di Sant'Andrea, dove attualmente sono concentrati i lavori più difficili della trasformazione in autostrada del raccordo Villesse Gorizia.
L'arco di 40 metri pesa 84 tonnellate e ha un'inclinatura di circa 30 gradi. Inserito a incastro nella struttura centrale, composta da una trave reticolare e da una serie di travi piane del peso di 150 tonnellate, e poi saldato, completerà il ponte strallato, progettato dall'ingegnere bolognese Giuseppe Matildi che caratterizzerà la rotonda, sul lato opposto della quale ne verrà realizzato un secondo, più piccolo, con analoghe caratteristiche.
Alle operazioni hanno partecipato il presidente della Provincia di Gorizia Enrico Gherghetta e l'assessore regionale ai trasporti, nonché Commissario per la terza corsia Riccardo Riccardi che ha sottolineato la forte valenza simbolica dell'opera evidenziata anche con una precisa scelta cromatica: bianco l'impalcato, rosso l'arco, verde la vegetazione della parte centrale dell'ampia rotatoria, per  richiamare  alla mente la bandiera italiana. I lavori sono iniziati alle 20.00 di venerdì 7 ottobre con  la chiusura dei i tratti stradali compresi tra lo svincolo per l'autoporto Sdag e la rotatoria di Sant'Andrea in direzione Gorizia e fra  la rotatoria di Sant'Andrea e l'uscita di Farra d'Isonzo in direzione Villesse. Due le fasi principali: l'arco, mantenuto in tensione dalle due gru più piccole posizionate lateralmente è stato prima sollevato in orizzontale dalla gru di maggiori dimensioni e poi, con una lenta rotazione, alzato e ruotato. A quel punto, le due gru laterali si sono spostate vicino alle "spalle" della struttura e  mentre l'arco rimaneva sospeso, lo hanno riagganciato e posizionato correttamente per consentire alle due estremità di incastrarsi perfettamente nei supporti. Protagoniste del lavoro successivo, le squadre di saldatori che hanno completato l'opera di ancoraggio. I prossimi interventi, altrettanto impegnativi, riguarderanno  il montaggio dei pennini e la loro tesatura, dopo di che saranno effettuate le saldature finali e l'imbullonatura del ponte.  L'intervento ha visto impegnato personale di  Autovie Venete, dell'impresa Midolini, del Consorzio Fvg Cinque e della Maeg, l'azienda trevigiana che ha prodotto le parti metalliche, trasportate a Gorizia con una trentina di tir.

© Trasporti-Italia.com - Riproduzione riservata

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