L'Italia non uscirà dall'attuale crisi senza misure a sostegno del settore auto. Lo sostiene Gianni Filipponi, direttore generale dell'Unrae, l'associazione che rappresenta le case estere operanti in Italia, commentando i dati sulle immatricolazioni in Ue a settembre. "Le differenze tra i principali mercati riflettono senz'altro situazioni macroeconomiche non omogenee, ma anche un'attitudine diversa nei confronti dell'automobile da parte dei governi nazionali e di molte realtà locali - aggiunge Filipponi -. In questo quadro è evidente che il segno fortemente negativo dell'Italia sia dovuto anche ad una fiscalità sempre più penalizzante per l'automobilista: nuova Ipt, Iva al 21%, incremento delle imposte sulle assicurazioni, due aumenti delle accise sui carburanti e il superbollo per le auto di maggiore potenza, solo per citare le misure di questo ultimo anno. I risultati di settembre - conclude - confermano come difficilmente il mercato italiano a fine anno farà registrare più di 1.750.000 immatricolazioni, ed è chiaro che - dato il peso dell'automobile nell'economia del nostro Paese - è arduo immaginare che l'Italia possa uscire dall'attuale crisi, senza misure a sostegno del mercato automotive nel suo complesso, rivolte sia alle famiglie che alle aziende".
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